In questa rubrica vogliamo presentarvi le protagoniste della nostra squadra, raccontandovi gioie, dolori, speranze di ragazze che da piccole hanno deciso che il calcio sarebbe stato parte della loro vita. Oggi i riflettori si posano sopra Francesca Scalvini, due bellissimi occhi di un azzurro glaciale, come glaciale è il suo istinto da predatrice dell'area di rigore. Due occhi che hanno conquistato il cuore di Roberto, il vice di Mister Brusa.
Cominciamo con una domanda a brucia pelo. Cosa viene in mente a Francesca Scalvini se dico aprile 2011?
Due bellissimi momenti: la vittoria nello spareggio contro il Presezzo per conquistare la promozione in B e due giorni dopo il mio matrimonio. La gara con il Presezzo è stata una delle partite più belle che ricordo del Franciacorta, come spirito di collettivo soprattutto. Fu una soddisfazione incredibile per tutto un gruppo che aveva lavorato duramente per tutta una stagione. Due giorni dopo mi sarei sposata con il mio compagno, ma in quel momento ero caricata a mille e non pensavo assolutamente al nostro matrimonio. Ci avrei pensato dalla mattina successiva. Mia madre era talmente in ansia per paura che mi facessi del male che non volle venire a vedere la partita, ma ogni tre secondi telefonava alla mamma di Roberto per sapere il risultato e soprattutto se fossi integra. 48 ore dopo coronavo un altro sogno.
Hai avuto tanti allenatori, ma da quest anno ce n'è uno speciale, prova a spiegarci cosa vuol dire avere in casa l'allenatore
in seconda della squadra?
All'inizio non è stato così facile. Era una sensazione nuova ritrovarlo in campo oltre che a casa e per me, abituata a scherzare sempre, è stato difficile inizialmente prenderlo seriamente come allenatore, mi veniva naturale prenderlo in giro come faccio di solito. Poi un'altra difficoltà che ho riscontrato è stata constatare che finito l'allenamento, per me in casa continuava la seduta tecnico-tattica. Mi richiamava su tutti quegli errori che commetto in allenamento, soprattutto sul fatto che in campo lui è l'allenatore in seconda e come tale devo rispettarlo come fanno tutte le mie compagne. Insomma dopo un po' di litigate alla fine abbiamo trovato quell'equilibrio che ci consente di vivere la cosa in maniera serena.
40 goal solo nelle ultime due stagioni. Una media degna di Patrizia Panico e del miglior Pippo Inzaghi. Chi ti ha insegnato a prendere la mira con tanta precisione?
Credo che gran parte del merito sia di Luciano De Paola. Fu il mio primo maestro quando cominciai a giocare a calcio. Mi allenavo con l'"Azzurra", a Brescia, ma ero ancora troppo piccola per giocare con la prima squadra. Mentre le altre correvano io mi mettevo in disparte con le più piccole a tirare. Lui è quello che mi ha insegnato le basi di come si colpisce il pallone, poi per il resto mi affido
all'istinto.
Dei ricordi più belli abbiamo già parlato. Il ricordo più brutto legato al calcio invece?
I miei infortuni più gravi. Ne ho avuti tre, mi ricordo perfettamente il momento della partita, la posizione in campo e soprattutto il dolore provato (in realtà la prima volta stavo giocando a tennis). Sono momenti che non dimenticherò mai. Un altro brutto ricordo è stato quando retrocedemmo dalla serie B all'ultima giornata tre anni fa. Io non ero in campo perchè infortunata, dovetti assistere da fuori alla delusione delle mie compagne.
In quali squadre hai giocato prima di venire al Franciacorta?
La mia prima squadra è stata l'Epas di San Polo, poi sono passata all'Azzurra. Quindi per alcuni anni ho giocato a 7 nel Provaglio, poi due anni al Capriolo e infine Franciacorta.
Cosa fai nella vita quando non indossi le scarpe con i tacchetti?
Sono Geometra, un lavoro che mi occupa tantissime ore. Uscita dal cantiere o vengo direttamente al campo per l'allenamento o mi rinchiudo in casa stanca morta e non mi resta il tempo per coltivare altri hobbies. L'unica mia passione al di fuori del lavoro e della casa è il calcio.
.... e noi speriamo che continui a dedicarsi con passione al nostro passatempo preferito, vederla gonfiare la rete avversaria.
| < Prec. | Succ. > |
|---|









