In questa rubrica vogliamo presentarvi le protagoniste della nostra squadra, raccontandovi gioie, dolori, speranze di ragazze che da piccole hanno deciso che il calcio sarebbe stato parte della loro vita. Questa volta tocca a Eva Tavelli, occhi verdi penetranti da felino e falcata da levriero. Arrivata alla corte del Brusa lo scorso anno è diventata presto una protagonista della strepitosa stagione della promozione.
Come hai iniziato a giocare a pallone?
Vengo da una famiglia di calciatori, pertanto non è stato per niente difficile. Diciamo che sin da quando avevo 4/5 anni invece di farmi giocare con le bambole mi hanno messo la palla tra i piedi e il resto è venuto da solo. Ovviamente non ricordo molto bene la prima volta, è stato troppo tempo fa. Diciamo che ho un ricordo un po' confuso di una selva di gambe nel giardino di casa tra la quale correvo anch'io, mentre mia mamma ci chiamava per andare a tavola.
Puoi farci un breve riassunto della tua carriera?
Ho iniziato a giocare a sette nel Rezzato, dopodichè sono andata a 15 anni nel Botticino, nel quale sono rimasta per circa sette anni. Poi Brescia, Urgnano, quindi una breve parentesi nel Manerbio ed infine eccomi qua al Franciacorta.
Sei arrivata l'anno scorso al Franciacorta nel quale hai da subito dimostrato grandi qualità. Sei una di quelle giocatrici che per abilità tecniche, può decidere l'esito di una partita. Ne sei consapevole? Questa responsabilità è un vantaggio o un problema da gestire?
Non ritengo di essere una delle giocatrici più importanti della squadra, ma diciamo che eventuali responsabilità non mi hanno mai creato problemi di defaiance. Se sento delle pressioni o delle aspettative particolari nei miei confronti è un motivo in più per dare il meglio di me. Soprattutto quest anno che dobbiamo giocare un campionato molto difficile, avere stimoli in più può solo aiutarmi. Non ho iniziato nel migliore dei modi, sono momenti che a volte mi capitano, ma conoscendomi so che passerà presto. Le responsabilità saranno un aiuto in più a tornare in forma al 100% il prima possibile, forse senza queste non riuscirei a giocare al massimo delle mie potenzialità.
Anche quanto a versatilità non scherzi. Sai ricoprire praticamente tutti i ruoli di centrocampo e attacco, ma quale è il più congeniale alle tue caratteristiche secondo te?
Ricopro quasi stabilmente il ruolo di esterno destro di centrocampo, questo perchè ho una discreta velocità, ma non è sicuramente il ruolo che sento più vicino alle mie caratteristiche. Secondo me potrei esprimermi meglio o come trequartista dietro alle punte oppure come regista arretrata, alla Pirlo per intenderci. Questo perchè mi piace molto cercare il passaggio per permettere alle punte di segnare. Non mi vedo
come punta e neppure lontana dal cerchio di centrocampo perchè non mi dà la possibilità di stare al centro del gioco e di potermi esprimere al meglio.
Quali sono i tuoi ricordi più belli e più brutti legati al calcio?
Il più brutto è legato ad una partita con il Botticino. Era un playout e per due errori banali abbiamo perso la partita e siamo retrocesse. E' stata una delusione particolare perchè eravamo la squadra che esprimeva il miglior calcio della categoria, ma per assurdo i risultati non arrivavano e così a fine stagione siamo state condannate. Il più bello riguarda invece una mia partita con il Castrezzato. Eravamo sotto per tre a zero, poi io segnai il 3-1 che fu l'inizio della rimonta. Confezionai gli assist per il secondo e il terzo goal ed infine allo scadere con una rete al volo realizzai il 4-3 della nostra vittoria. La mia miglior partita in assoluto.
Cosa fai nella vita tolte le scarpine da calcio?
Con la mia famiglia siamo titolari di cinque bar, ma oltre a quello ho diverse passioni. Amo andare a cavallo, oppure sulla mia vespa. A marzo vorrei iniziare le lezioni per ottenere la patente nautica. Nel frattempo prendo lezioni di batteria, la musica mi piace molto, soprattutto Carmen Consoli che è un'artista che adoro e i Cranberries. Mi capita spesso di andare a vedere concerti di cantanti che inizialmente non conosco o conosco poco, diciamo che mi piace scoprirli così, come mi è successo con Ligabue di recente. Leggo tantissimo, uno dei miei autori preferiti è Gabriel Garcia Marquez. Adesso sto leggendo un libro di Coelho. Diciamo che come genere adoro le vicende umane, mentre ho smesso senza una vera ragione di leggere i gialli. Se non si era capito mi piace tenermi occupata.
Se qualcuno ha dei dubbi a riguardo, basta che faccia una capatina la domenica in Via Deledda per verificare...
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