In questa rubrica vogliamo presentarvi le protagoniste della nostra squadra, raccontandovi gioie, dolori, speranze di ragazze che da piccole hanno deciso che il calcio sarebbe stato parte della loro vita.Cristina Salomoni è una dei volti nuovi della squadra. La classica giocatrice tutto cuore e polmoni per il bene della squadra. Timida, ma sorridente. Un piccola ape operaia, indispensabile per trasformare il nettare del duro lavoro nel miele della vittoria.
Come hai iniziato a giocare a calcio?
La passione per il calcio è sempre stata dentro di me. Da piccola giocavo a calcio con gli amici e i cugini al parchetto, a scuola, ovunque ci fosse uno spazio per giocare. Avevo sempre a fianco mia sorella, siamo gemelle e abbiamo condiviso la passione per il pallone sin dall'inizio. Ho provato a cimentarmi anche in altri sport come pallavolo, nuoto, basket, ma il calcio l'ho sempre sentito un qualcosa di mio. Quando ho scoperto che a Chiuduno c'era una squadra di calcio femminile, mi sono presentata e da lì è iniziato tutto. Lì ho giocato per tre anni, poi sono passata al Grumello, poi all'Aurora Bergamo dove ho fatto un anno nella squadra primavera e il successivo mi sono ritrovata in A2 con la prima squadra. Ero giovanissima e ho fatto più che altro panchina, ma è stata comunque un'esperienza importante. L'anno successivo la società cedette la categoria al Mozzanica e ripartì dalla serie D. Dopo alcuni anni come Aurora, la squadra fece la fusione con il Campagnola e da quest anno sono qua.
In tutti questi anni tu e tua sorella Francesca avete sempre vestito la stessa maglia. Questo è il primo anno nel quale non la ritrovi nello spogliatoio con le altre compagne. Ti pesa questo?
Ma no, anche perchè viviamo insieme e pertanto la vedo tutti i giorni comunque. Credo invece che possa essere un'esperienza importante provare a staccarci per un attimo. Abbiamo sempre fatto tutto insieme da quando siamo nate, fino ad oggi. Quindi l'idea di separarci non mi preoccupa. Ognuna deve provare anche ad andare per la propria strada.
Tu fai parte delle quattro arrivate quest anno. Che impressione generale ti ha fatto il gruppo del Franciacorta?
Un gruppo unito. Sono una più fuori dell'altra, si ride e si scherza, però quando c'è da lavorare si lavora e si lotta tutte per un unico obbiettivo. Il nostro obbiettivo è salvarci. Siamo tutte convinte di potercela fare e ci stiamo mettendo anima, cuore e voglia per riuscirci, nonostante sia faticoso. Gli allenamenti ti portano via energie fisiche e mentali, però penso che alla fine questi sforzi saranno ripagati. La salvezza dev'essere nostra. Se non si lotta tutte insieme per un obbiettivo non si arriva da nessuna parte.
Analizzando questa prima parte di campionato, si potrebbe costruire un grafico lineare fino a metà, poi un precipizio e quindi una risalita. Viene da chiedersi, cos'è successo lì in mezzo?
Non saprei con esattezza. Può capitare che dopo una serie di risultati che non arrivano ci sia un attimo di calo, ma non tanto di concentrazione o di morale, forse più come una stanchezza accumulata che si è concentrata in quel momento. Quello che dobbiamo fare ora è prendeci per mano e cercare di risalire in fretta, facendo più punti possibile per ottenere la salvezza.
Nello schema del Brusa ricopri il ruolo di esterna destra di difesa. Hai sempre giocato in questo ruolo?
No, in realtà ho fatto un po' di tutto, ma soprattutto l'ala d'attacco o la seconda punta. L'anno scorso per esigenze di squadra ho dovuto fare il portiere, dove ho dato il mio contributo anche nei play off. Bisogna sempre essere a disposizione del mister e cercare di dare il massimo in qualsiasi ruolo. Quando si è chiamati in causa bisogna sempre dimostrare di meritarsi il posto in squadra. In questo momento sto trovando molto spazio, giocando in questo ruolo e sono molto contenta. All'inizio non pensavo di giocare così tanto.
Qual'è il tuo più bel ricordo legato al calcio?
Penso la vittoria dei play off dello scorso anno. In verità avremmo dovuto vincere il campionato direttamente, avevamo tutte le carte in
regola per farlo ed invece abbiamo buttato il primo posto nelle ultime giornate. Ce la siamo giocata tutta ai play off e siamo riuscite a salire. Purtroppo però la squadra si è sciolta e non abbiamo avuto la soddisfazione di giocarci il campionato che ci eravamo conquistate. Quindi il mio ricordo più bello in realtà si è trasformato successivamente in quello più brutto.
Cosa fai nella vita?
Da lunedì a venerdì lavoro in un bottonificio come addetta nel reparto spedizioni. E' il periodo dell'inventario, quindi per i magazzinieri il peggiore dell'anno. Nel weekend invece lavoro in una pizzeria.
Praticamente al lavoro sette giorni su sette... in fabbrica, in pizzeria o sul campo, la nostra ape operaia non si risparmia di certo!
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